“Giovedì 11 Febbraio si conclude l’anno del centenario della nascita del pittore livornese Voltolino Fontani.
All’interno delle splendide sale della Villa Mimbelli, verrà esposta dal 9 al 12 febbraio una piccola selezione delle opere di Fontani appartenenti alle collezioni civiche, come la grande opere Fuga in Egitto e La capra nera, dipinto che ricevette il Premio Modigliani nel 1957.
L’esposizione sarà visitabile con il regolare biglietto d’ingresso al Museo.
Inoltre, sempre dall’8 al 14 febbraio, sui canali Facebook e Instagram del Museo Civico Giovanni Fattori, le rubriche settimanali saranno incentrate sulla figura di Voltolino Fontani e della sua produzione artistica, con tanti approfondimenti e curiosità.”
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“Voltolino Fontani (Livorno, 11 Febbraio 1920 – Livorno, 8 Agosto 1976) è stato un pittore livornese.
Nasce a Livorno, e giovanissimo percorre la carriera artistica frequentando appena quindicenne lo studio dell’ormai anziano scultore livornese Ermenegildo Bois; e dal 1936 studia alla scuola d’arte del pittore Giuseppe Guzzi, con cui mantenne una sincera amicizia per tutta la vita. Egli lo introduce nel frizzante ambiente della Vetreria Italiana “Balzaretti e Modigliani”, dove Fontani ricopre la mansione di disegnatore di sagome. Operando nel settore delle vetrate artistiche, Fontani ebbe modo di conoscere e di collaborare professionalmente con Benedetta Cappa, moglie del fondatore del movimento Futurista, Tommaso Marinetti.
La seconda guerra mondiale influenza fortemente la vita di Fontani, instillando in lui inquietudine e angoscia, che si riflettono anche nella sua produzione artistica.
Nel 1945 è tra i promotori del G.A.M. (Gruppo Artistico Moderno), a cui partecipa anche il pittore Mario Nigro, mentre nel 1947 realizza il progetto della scuola d’arte A. Modigliani, attiva fino al 1957.
Nel 1948 Voltolino Fontani è tra i fondatori dell’Eaismo (Era Atomica ISMO) insieme ad Angelo Sirio Pellegrini, Guido Favati e Marcello Landi: un movimento artistico d’avanguardia suggestionato dalle distruzioni atomiche e dalle rivoluzioni scientifiche e industriali, ai quali i partecipanti del gruppo pensavano non fosse seguita un’evoluzione sentimentale e morale dell’umanità.
Dal 1966 insegna alla Libera Accademia di Belle Arti “Trossi-Uberti”, di cui diviene il direttore.
Nel 1973 realizza le monumentali tele per la Chiesa di S.Giovanni Gualberto alla Valle Bendetta (Livorno): S.Francesco e il poverello e la Traslazione del corpo di Cristo.
Muore l’8 agosto del 1976, a soli 56 anni.
Nella foto: Omaggio a Voltolino Fontani (2020) di Mario Gavazzi.
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In questo primo appuntamento video, Adila, figlia di Voltolino Fontani affronta la pittura a tema paesaggio urbano nella produzione dell’artista, e in particolare gli scorci catturati all’interno del pentagono di Buontalenti (l’antico centro cittadino livornese).

In questo secondo appuntamento video, Maria Grazia, figlia di Voltolino Fontani affronta la pittura a tema sacro nella produzione dell’artista, e in particolare riguardo all’opera “Fuga in Egitto” del 1953
Museo Civico G. Fattori, Pagina Facebook
Museo Civico Giovanni Fattori – Comune di Livorno
3 – 31 ottobre 2020
L’autunno culturale del 2020 vede a Livorno protagonista la Sede di Rappresentanza della Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci con la mostra “ La visione del paesaggio in Voltolino Fontani tra espressionismo e onirico”.
Fontani, artista tra i più originali del Novecento livornese, viene indagato con un’accurata selezione di dipinti che si concentrano sulla tematica del paesaggio.
Il visitatore potrà ripercorrere le linee guida del suo percorso creativo dalla giovinezza fino alla prematura morte avvenuta nel 1976, attraverso opere conosciute e inediti di grande suggestione (cito tra tutti il dipinto Cavallo fulminato eseguito nel 1952).
Innamorato della pittura nordica espressionista, fu allievo di Beppe Guzzi. Nel 1948 fu l’ideatore e cofondatore dell’Eaismo, movimento artistico che si poneva l’esigenza di capire come il fare creativo dovesse mutare dopo la terribile esperienza dell’energia nucleare, eseguendo quadri di denuncia politica dalla forte valenza sociale.
Voltolino seppe sempre nutrire una sentita necessità di conoscenza personale legata ad una continua sperimentazione che approderà in seguito nel ciclo artistico conosciuto come “onirico”.
La mostra appartiene alle manifestazioni programmate dalla Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci per quest’anno ed è supportata dall’Archivio Voltolino Fontani.
L’esposizione è curata da Michele Pierleoni e per l’occasione verrà edito un catalogo con contributi del curatore, della figlia Adila Fontani e del nipote Riccardo Rossi Menicagli, che andrà ad arricchire i contributi bibliografici sul Maestro.
La visione del paesaggio in Voltolino Fontani tra espressionismo e onirico
3-31 ottobre 2020
Sede di Rappresentanza Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci
Via Rossini, 2 – p. 1 angolo via Cairoli
orario: tutti i giorni 10.30 – 12.30 / 16.00 – 18.00
chiuso il sabato mattina e la domenica
Informazioni: Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci
Livorno – Tel 0586 210180
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Immagini della presentazione della mostra alla stampa.
Illustrazione dell’evento da parte del direttore della Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci (sede di Livorno) Dottor Roberto Pullerà, di Adila Fontani, presidente dell’Archivio V. Fontani e di Michele Pierleoni, curatore della mostra.
Intervista di Rossella Falchini a Adila Fontani su un significativo quadro esposto.
Una suggestiva carrellata di immagini della mostra curata da Maria Grazia Fontani.
Testimonianze e aneddoti su Voltolino Fontani come uomo, artista e insegnante.
(LivornoSera.it-Giornale online, 11 febbraio 2020)
SETTEMBRE PEDAGOGICO 2019
Livorno
Presso la sede del CRED a Livorno, nell’ambito del Settembre Pedagogico, ha avuto luogo un seminario organizzato dall’Archivio Fontani .
Si è parlato di Eaismo, di pittura e di poesia, di vicende storiche del Novecento, del dramma della guerra con particolare riferimento alla città di Livorno ma anche di attualità. I tre relatori hanno tenuto alta l’attenzione degli astanti affrontando il Movimento Eaista da angolazioni diverse: Isabella Rossi ha fornito una analisi dei contenuti del manifesto programmatico del movimento, Leonardo Battisti ha costruito un percorso interiore attraverso alcune opere di Fontani contestualizzandole nel periodo storico cui si riferiscono e infine Riccardo Rossi Menicagli ha attualizzato le tematiche del movimento e ha fornito spunti didattici. Alla fine dell’incontro Isabella Rossi ha letto alcune poesie eaiste di Marcello Landi. Grazie ai presenti, ai relatori ed al Comune di Livorno che ha inserito questo seminario fra gli incontri formativi del Settembre Pedagogico.
15 maggio 2019
La pubblicazione degli Atti del Convegno sull’EAISMO del dicembre 2018 è la documentazione indispensabile di un evento importante su questo movimento, realizzato grazie alla volontà dell’Archivio Fontani di celebrare il settantesimo anniversario della sua fondazione ma soprattutto grazie alla disponibilità e alla collaborazione del Comune di Livorno, nella persona dell’assessore Belais, dei relatori, della moderatrice.
E’ una sorta di manuale esaustivo sul movimento, che può essere veramente un aiuto per quanti vogliano conoscerne le caratteristiche, corredato anche da una bibliografia aggiornata oltre che a tutte le fasi del convegno, dalla conferenza alla mostra.
4 dicembre 2018
E A I S M O
LIVORNO 1948
NASCE L’ARTE DELL’ERA ATOMICA
SETTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA NASCITA DEL MOVIMENTO EAISTA
Alla fine del 2018 l’ARCHIVIO VOLTOLINO FONTANI ha organizzato, in collaborazione con il Comune di Livorno, un evento incentrato sul movimento artistico EAISMO, in occasione del 70° ANNIVERSARIO della fondazione e della pubblicazione del manifesto programmatico, dal titolo “EAISMO LIVORNO 1948 NASCE L’ARTE DELL’ERA ATOMICA”.
L’iniziativa si è tenuta il 4 dicembre 2018 nella Sala degli Specchi di Villa Mimbelli, sede del Museo Fattori, con una giornata di studio: critici e storici dell’arte sono intervenuti per una rivalutazione ed una storicizzazione di questa importante e purtroppo ancora poco conosciuta avanguardia pittorica e poetica nata in terra labronica nell’immediato dopoguerra.
La giornata ha avuto inizio con i saluti dell’assessore alla cultura del Comune di Livorno Francesco Belais e della presidente dell’Archivio, Adila Fontani. Coordinati dalla giornalista Alice Barontini si sono susseguiti gli interventi di Gianni Schiavon (“L’Eaismo nel contesto dell’arte italiana del secondo dopoguerra”), di Riccardo Rossi Menicagli (“Eaismo: dissolvimento materiale versus dissoluzione morale”), di Michele Pierleoni (“Angelo Sirio Pellegrini e Marcello Landi: due voci dell’Eaismo tra pittura e poesia”) e di Giacomo Romano (“Voltolino Fontani: Eaismo e oltre l’Eaismo”).
L’attrice Simonetta del Cittadino ha recitato alcune poesie eaiste di Guido Favati, Marcello Landi, Voltolino Fontani e Germano Fontani.
Al piano terra della Villa, e precisamente nella sala verde e nella sala rossa,è stata allestita una piccola esposizione di opere pittoriche di Fontani, Pellegrini, Neri e Landi , tuttavia interessante ed importante, avendo riunito per la prima volta tutti i fondatori dell’Eaismo dal lontano 1949.
Il movimento, il cui nome inizia con un acronimo e significa E(ra)A(tomica)- ISMO, fu fondato da artisti nel campo delle arti figurative e della poesia (Voltolino Fontani che ne fu l’ideatore, Landi, Favati, Neri, Pellegrini). Fu un importante esempio di superamento della tradizione pittorica nell’immediato dopoguerra, che però si originò in una città come Livorno, saldamente ancorata alla tradizione post macchiaiola. Esso ha preceduto cronologicamente il Movimento Arte Nucleare che naque a Milano nel 1950 con Enrico Baj e Sergio Dangelo, ma anche il misticismo nucleare di Dalì. Nel manifesto si legge che negli eventi bellici appena conclusi con la tragedia nucleare si vede “l’equilibrio infranto dell’equazione uomo-mondo” al cui risanamento deve provvedere l’artista. L’era atomica è chiamata “tremenda e malefica” e non lei è l’ispirazione del movimento bensì la tragedia che essa ha generato e il disagio dell’essere umano costretto a vivere in essa.
Il movimento eaista fu attivo (con articoli ed esposizioni) per circa un decennio ed altri artisti entrarono a farne parte (Cocchia, Guiggi, Roffi, Carmassi e Germano Fontani, fratello di Voltolino).
Sebbene sia stato oggetto di alcuni importanti studi (fra tutti quello di Francesca Cagianelli del 2003 “Voltolino Fontani alla Galleria Giraldi – Eaismo, esplosioni nucleari e arti decorative” e quello di Martina Corgnati “Voltolino Fontani, un percorso” del 2014) nonché della tesi di laurea incentrata sulla poesia eaista “ Il movimento eaista nel panorama culturale livornese del secondo dopoguerra” (Adila Fontani, 2006) non è stato mai pienamente sdoganato dalla sua dimensione “provinciale” quando invece avrebbe titolo per figurare tra le avanguardie più interessanti del ventesimo secolo in ambito nazionale e internazionale, un altro esempio, ancora attualissimo, della creatività labronica che aspetta il giusto riconoscimento.